La FluffoMimosa

6 Marzo 2017

La FluffoMimosa

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Eccoci qui. Pronte a preparaci per la festa della donna. A festeggiare a tutti i costi il nostro essere così. Così toste, premurose, capricciose, rompipalle. Diciamocelo, siamo fantastiche. Soprattutto l’8 Marzo. L’8 Marzo è il giorno dell’anno in cui siamo meno noi stesse. Ci fate caso? Anche se siamo capaci di far morire perfino una pianta artificiale, scoppierebbe una polemica infinita se non ci regalassero un fascio di mimose. Pigiamone e mollettone sono i nostri migliori amici durante le serate invernali. Ma poi l’8 Marzo, costi quel che costi, dobbiamo uscire. Per poi rimpiangere tutta la sera il divano. Ci scateniamo. Siamo scatenate e pericolose. Ci cimentiamo in balletti coreografici sulle note di “Hot Stuff” che nemmeno Donna Summer. Sui tavoli. Perché? Perché tutto l’anno balliamo in pista e l’8 Marzo dobbiamo salire sui tavoli a ballare? Lo spogliarello… altro momentone della serata. Lo spogliarello maschile. E noi che urliamo come se non avessimo mai visto un esemplare di sesso opposto. Poi, il giorno dopo, risolutissime, ci scandalizziamo nel vedere la molla dei boxer fuori dal pantalone. Usciamo in gruppo. Perché in gruppo fa più “festa della donna”. E ti ritrovi ad uscire con donne che nemmeno conoscevi o che peggio non sopporti o che vedi solo una volta l’anno: l’8 Marzo. Beviamo. Anche se non tocchiamo l’alcool dall’89. E fingiamo di reggerlo con tanta disinvoltura, ma al secondo piatto siamo già perdute ed iniziamo ad elencare l’appello delle medie. Siamo davvero fantastiche. Ma lo siamo di più se continuiamo ad essere noi stesse. Perché non dobbiamo dimostrare niente a nessuno. Che se non esco e non urlo ad un torace depilato, sono ugualmente felice di essere donna. Che se preferisco l’ultimo modello di “de Fonseca” al posto del tacco 12, sono perfettamente in sintonia con lo spirito della giornata: festeggiare me stessa.

E se siamo le paladine della forza morale e dell’uguaglianza dei sessi, non facciamone una tragedia se non riceviamo nessuna mimosa. Perché noi siamo donne e se qualcuno non ci fa la mimosa, la mimosa ce la facciamo da noi. Se si mangia, ancora meglio. Donne, pronte a scatenarvi in cucina con la Fluffomimosa?

Perché “Fluffomimosa”? Perché ho voluto ringraziare una donna, Monica Zacchia, ideatrice della torta “Fluffosa”, una ciambella particolare, molto alta e soffice, che quando affondi un dito sulla superficie, senti “fluff…”. E l’ho voluta personalizzare e vestire da mimosa. Questa torta è una vera coccola. Dovrebbero istituirla in tutti i locali. Altro che spogliarello.

La FluffoMimosa
 
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Cosa occorre:
  • PER LA FLUFFOSA AL LIMONE:
  • 300 G DI ZUCCHERO
  • 285 G DI FARINA 00
  • 7 UOVA
  • 2 LIMONI SPREMUTI
  • 120 G DI OLIO DI SEMI
  • 1 BUSTINA DI LIEVITO PER DOLCI
  • ½ CUCCHIAINO DI BICARBONATO DI SODIO
  • ½ BACCELLA DI VANIGLIA (O ESTRATTO DI VANIGLIA)
  • ZUCCHERO A VELO PER SPOLVERIZZARE
  • PER LA CREMA DIPLOMATICA AL LIMONE:
  • 400 G DI LATTE INTERO
  • 100 G DI PANNA FRESCA
  • 5 TUORLI
  • 120 G DI ZUCCHERO SEMOLATO
  • 40 G DI AMIDO DI MAIS
  • BUCCIA DI LIMONE
  • 500 G DI PANNA MONTATA ZUCCHERATA
  • 5 G DI GELATINA IN FOGLI
  • PER LA BAGNA:
  • 300 G DI ZUCCHERO SEMOLATO
  • 150 G DI ACQUA
  • 2 CUCCHIAI DI LIMONCELLO
Procedimento:
  1. Per la preparazione della fluffosa: separate i tuorli dagli albumi. Versate in una ciotola capiente la farina, lo zucchero, il bicarbonato ed lievito, tutto adeguatamente setacciato. Fate un buco al centro degli ingredienti e versate: olio, tuorli, il succo dei limoni e la vaniglia. Mescolate gli ingredienti nella ciotola fino ad ottenere un composto omogeneo. Intanto montate gli albumi a neve. Aggiungete gli albumi al composto mescolando dal basso verso l'alto. Versate il composto in uno stampo da angel cake o da ciambella (24 cm). Infornate a 165°C per 55 minuti e salite a 175°C per gli altri 10 minuti. Fate raffreddare il dolce nello stampo e sformate il dolce. Preparate un'altra fluffosa che taglierete a cubetti (tagliate le parti esterne più scure ed usate solo la parte interna) per ricreare l'effetto "mimosa".
  2. Per la bagna: versa l'acqua e lo zucchero in un pentolino. Fate sciogliere lo zucchero a fiamma moderata. Togliete dal fuoco e aspettate che si raffreddi un po'. Aggiungete il limoncello e mettete da parte.
  3. Per la crema diplomatica: mettete in ammollo in acqua fredda la gelatina. Scaldate il latte con la panna e 20 g di zucchero in un pentolino. Aggiungete le bucce di limone. Spegnete il fuoco e lasciate in infusione per almeno 30 minuti. Passato questo tempo, riaccendete nuovamente la fiamma e fate riscaldare il composto. Intanto mescolate in una ciotola i tuorli con 100 g di zucchero e l'amido di mais setacciato. Versate qualche cucchiaio di latte riscaldato e versate la crema di uova nel pentolino con i liquidi. Mescolate con una frusta a fuoco medio. Aggiungete la colla di pesce strizzata. Continuate a mescolare fino a raggiungere la consistenza densa. Togliete le bucce di limone. Levate il pentolino dal fuoco e versate la crema in una ciotola. Coprite con la pellicola alimentare messa a contatto diretto con la crema. Fate raffreddare. Montate la panna e aggiungetela a 500 g di crema pasticcera.
  4. Per comporre la torta: tagliare la fluffola a metà. Bagnare i due dischi con la bagna. Farcire con la crema diplomatica. Richiudere col disco di torta. Spatolare la crema su tutta la torta. Aggiungere i cubetti di torta in modo da rivestire totalmente la fluffosa. Spolverare con zucchero a velo.

 


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